Neuroscienze e Violenza - il protocollo A.I.P.C. OFFENDER. Prima parte: l’HRV

Neuroscienze e Violenza - il protocollo A.I.P.C. OFFENDER. Prima parte: l’HRV

Centro Presunti Autori

Neuroscienze e Violenza - il protocollo A.I.P.C. OFFENDER. Prima parte: l’HRV  

Il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. ®OFFENDER

Il protocollo scientifico integrato ®OFFENDER, elaborato dall'equipe di professionisti volontari dell'AIPC, si perfeziona di continuo con l'analisi dei dati raccolti da strumenti anch'essi scientifici. Il biofeedback, in particolare con il canale del fotopletismo, sta permettendo di valutare l'HRV ‘heart rate variability’. Nello specifico l’HRV varia in risposta a fattori di disregolazione autonomica e/o emozionale come il ritmo del respiro, gli stati emozionali, lo stato di ansia, stress, rabbia, ecc. La HRV è una metodica per misurare ed analizzare la variabilità della frequenza cardiaca che sta assumendo una grande importanza in numerosi ambiti applicativi riguardanti, oltre alla cardiologia, anche la psicofisiologia, la psicologia, la psicoterapia, la medicina olistica e la medicina dello sport. Essa è correlata all’interazione fra il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico, le componenti del Sistema Nervoso Autonomo. L'equipe di professionisti volontari dell'AIPC misura l'interazione tra il Sistema Nervoso Autonomo Simpatico e Parasimpatico tra la popolazione di presunte vittime e presunti autori di violenza e stalking. Le misurazioni stanno fornendo dati significativi anche per assegnare i training più efficaci a riequilibrare l'interazione fra il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico. La letteratura internazionale ha dimostrato che le persone "traumatizzate" hanno spesso un disequilibrio nell'interazione fra il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico e un ritrovato equilibrio può, quindi, regolare le emozioni, i pensieri, il corpo e le relazioni interpersonali. 

Definizione HRV: Heart Rate Varibility

La frequenza cardiaca coincide con il numero medio di battiti cardiaci al minuto ed è un segnale non stazionario, la cui variazione può contenere indicatori della malattia attuale o avvertenze su imminenti malattie cardiache. La ‘heart rate variability’, invece, è un riflesso affidabile dei numerosi fattori fisiologici che modulano il cuore, una tecnica per misurare ed analizzare la variabilità della frequenza cardiaca, una misura indiretta dell’interazione simpato-vagale a livello del nodo del seno, ed  ha una struttura complessa che coinvolge varie frequenze di oscillazione sovrapposte, non correlate in modo lineare tra loro. Nello specifico l’HRV varia in risposta a fattori come il ritmo del respiro, gli stati emozionai, lo stato di ansia, stress, rabbia ecc.. In un soggetto sano la frequenza cardiaca risponde velocemente a questi fattori, modificandosi prontamente in base alla situazione. L’HRV può essere facilmente misurato tramite un sensore di fotopletismo posto al dito. Esso rileva le variazioni cicliche del tono pressorio nei capillari delle dita, che rappresentano il tono cardiaco. I dati rilevati vengono poi analizzati da un software che permette di calcolare la distanza fra un battito cardiaco e l’altro, creando così un diagramma, chiamato tacogramma che esprime la distanza R-R fra un battito e l’altro, in funzione del numero di battiti cardiaci.

Relazioni di fase tra oscillazione della frequenza cardiaca e il respiro

Durante la respirazione normale, una delle molte oscillazioni della frequenza cardiaca si verifica di solito alla stessa frequenza della respirazione. Per la maggior parte delle persone, il più delle volte, la frequenza respiratoria è compresa tra 0,15 e 0,4 Hz, ovvero da 9 a 24 respiri al minuto. Le oscillazioni corrispondenti nella frequenza cardiaca sono chiamate RSA, e possono essere interpretate come influenze della respirazione sul nodo senoatriale del cuore. L'intervallo di frequenza di 0,15-0,4 Hz è la banda "alta frequenza" (HF) nello spettro HRV e l'ampiezza spettrale all'interno di questo intervallo viene spesso utilizzata come indice di RSA ( Berntson et al., 1997). A frequenze respiratorie a riposo, la relazione di fase tra la respirazione e la frequenza cardiaca è tutt'altro che sincrona, in modo tale che gli aumenti della frequenza cardiaca tendano a seguire l'inalazione intorno al punto di metà respiro, e le diminuzioni della frequenza cardiaca seguano l'espirazione intorno al punto di metà respiro (Vaschillo et al., 2002). L'aritmia sinusale respiratoria è nota per avere importanti funzioni regolatorie. Essa può riflettere aspetti della funzione autonomica. È controllata interamente dal nervo vago, in modo tale che le uscite del nervo vago verso il nodo senoatriale si verifichino principalmente solo durante l'espirazione. Un maggiore traffico del nervo vago produrrà quindi maggiori ampiezze di RSA, perciò molti scienziati equiparano RSA (o HF HRV) con "tono vagale cardiaco" o influenza parasimpatica sul cuore (Berntson et al., 1997). Tuttavia, esalazioni più lunghe ( Strauss-Blasche et al., 2000 ) e respirazione più lenta ( Eckberg et al., 1985Grossman et al., 1991 ; Song and Lehrer, 2003) possono anche aumentare l'ampiezza della RSA, possibilmente indipendentemente dal traffico del nervo vago, poiché l'output del nervo vago si verifica per periodi di tempo relativamente più lunghi con ogni respiro.

Rapporti di fase fra la frequenza cardiaca e la pressione del sangue

I primi studi di Vaschillo hanno mostrato cambiamenti sistematici nelle relazioni di fase tra frequenza cardiaca e pressione sanguigna, quando il sistema è stato stimolato a varie frequenze. Per ogni persona, ha scoperto che c’era una frequenza specifica in cui le variazioni della frequenza cardiaca, per unità di variazione della pressione sanguigna, erano maggiori. Questa frequenza variava da individuo a individuo, ma era ∼0,1 Hz. (Vaschillo et al., 2002.) 

Riproduzione riservata ©A.I.P.C. Editore 2020. (In fase di pubblicazione – NEUROSCIENZE e VIOLENZA, AA.VV. Roma, ©A.I.P.C. Editore 2020).

Centro Italiano trattamento delle relazioni violente sede di Roma e Pescara

https://www.offender.eu/news/Sede-di-Roma-e-Pescara.-Centro-Italiano-trattamento-delle-relazioni-violente-.html

Il Centro è aperto a tutte le persone senza distinzione di genere che stanno vivendo una relazione disfunzionale e violenta. I professionisti volontari del Centro sono disponibili ad eventuali collaborazioni con liberi professionisti, enti pubblici e privati.

Per appuntamenti ed informazioni

Numero Nazionale 06442426573 (dal lunedì’ al venerdì’ orario 09:00_19:00). Numero Nazionale 392 440 1930 (festivi e fine settimana orario 12:00_16:00)

Sito: www.offender.eu   Mail: info@offender.eu

Al momento è in atto il progetto “La violenza di genere che non degenera” vincitore del bando finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari Opportunità. I finanziamenti permettono di offrire il protocollo A.I.P.C. ®OFFENDER a tutte le persone colpite dalla violenza, in particolare i presunti autori di violenza e stalking. 

Bibliografia

Berntson, G. G., Thomas Bigger Jr, J., Eckberg, D. L., Grossman, P., Kaufmann, P. G., Malik, M., ... & VAN DER MOLEN, M. W. (1997). Heart rate variability: origins, methods, and interpretive caveats. Psychophysiology34(6), 623-648.

Acharya, U. R., Joseph, K. P., Kannathal, N., Lim, C. M., & Suri, J. S. (2006). Heart rate variability: a review. Medical and biological engineering and computing44(12), 1031-1051.

Malik, M., & Camm, A. J. (1990). Heart rate variability. Clinical cardiology13(8), 570-576.

Lehrer, PM, & Gevirtz, R. (2014). Variabilità della frequenza cardiaca biofeedback: come e perché funziona? Frontiers in psychology , 5 , 756.

Kawachi, I., Sparrow, D., Kubzansky, L. D., Spiro, A., Vokonas, P. S., & Weiss, S. T. (1998). Prospective study of a self-report type A scale and risk of coronary heart disease: test of the MMPI-2 type A scale. Circulation, 98(5), 405-412.

Yeragani, V. K., Pohl, R., Balon, R., Ramesh, C., Glitz, D., Jung, I., & Sherwood, P. (1991). Heart rate variability in patients with major depression. Psychiatry Research, 37(1), 35-46.

De Benedittis et al. (1994). Autonomic balance during Hypnosis Rate variability power spectrum analysis as a marker of sympatho-vagal balance. International journal of clinical experimental hypnosis (42)2, 140-152

McCraty, R., Atkinson, M., & Tiller, W. A. (1993). New electrophysiological correlates associated with intentional heart focus. Subtle Energies & Energy Medicine Journal Archives, 4(3).

McCraty, R., Atkinson, M., Tiller, W. A., Rein, G., & Watkins, A. D. (1995). The effects of emotions on short-term power spectrum analysis of heart rate variability. The American journal of cardiology, 76(14), 1089-1093.

La Rovere, M. T. (2007). Heart rate variability. GIAC10(1).

Sztajzel, J. (2004). Heart rate variability: a noninvasive electrocardiographic method to measure the autonomic nervous system. Swiss medical weekly134(35-36), 514-522.

Taggart, P., & Lambiase, P. (2011). Anger, emotion, and arrhythmias: from brain to heart. Frontiers in physiology2, 67.

Bio-t Tecnologie per la Vita, “Heart rate Variability”

Thought Technology Ltd., “360 Biograph infiniti reference manual”