Sintesi primo seminario Questura di Roma

Sintesi primo seminario Questura di Roma

Progetto La violenza di genere che non degenera

SINTESI SEMINARIO DEL 14 NOVEMBRE CON LA QUESTURA DI ROMA, PRIMO INCONTRO

 

Nella mattina del 14 novembre, il team multidisciplinare dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.C.P.) ha tenuto, presso la sala conferenze dell’Associazione, il primo seminario del corso di aggiornamento sulla prevenzione e il contrasto alla violenza riservato ad alcuni operatori della Questura di Roma.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia è una ODV fondata a Roma nel 2001. Il team multidisciplinare dell’A.I.P.C., in particolare con i dipartimenti denominati Osservatorio Nazionale sullo Stalking (fondato nel 2002) e Centro Presunti Autori di violenza e stalking (fondato nel 2007), pionieristicamente applica strumenti di misurazione scientifici, validati e standardizzati in Italia, e tecniche integrate al fine di ottenere una maggiore efficacia del trattamento applicato alle persone che hanno agito o subito condotte violente.

La dottoressa Tiziana Calzone ha aperto il seminario presentando l’Associazione, sottolineando la circolarità degli interventi sia sulle vittime sia sugli autori di violenza e stalking e illustrando i progetti eseguiti presso le Case Circondariali di Rebibbia e Velletri, incentrati sulla reintegrazione sociale dei detenuti violenti.

I partecipanti si sono presentati raccontando in breve le loro esperienze lavorative e i loro vissuti circa la prevenzione e il contrasto alla violenza. È emerso che di solito non hanno contatti diretti con gli autori, ma esclusivamente con le vittime o i testimoni per raccogliere le deposizioni, nel momento in cui si arriva a denunciare un’aggressione o una violenza.

L’introduzione della Legge 19 luglio 2019, n. 69 (recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”), denominata “Codice Rosso”, sembrerebbe inoltre aver complicato il lavoro delle forze dell’ordine, costrette ad accorciare di molto i tempi di intervento.

Il dottor Lattanzi in primo luogo ha voluto sottolineare come il team multidisciplinare dell’A.I.P.C. accoglie tutte le persone che direttamente o indirettamente hanno vissuto un’esperienza violenta, a prescindere dal genere e dal ruolo che rivestono nella relazione violenta.

Il team multidisciplinare dell’A.I.P.C. applica il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. denominato OFFENDER ©2007 che prevede colloqui clinici, uno strumento di valutazione psicofisiologica “biofeedback” e una batteria di test psicodiagnostici specifica per la valutazione della personalità e delle relazioni con le figure genitoriali.

Il dottor Lattanzi evidenzia che dai dati raccolti starebbero emergendo delle origini comuni alla base di un comportamento violento. L’obiettivo è provare a guardare una traiettoria diversa della violenza. Nelle coppie disfunzionali, il c.d. “colpo di fulmine” sembrerebbe essere il sentire e riconoscere la sofferenza e il dolore nell’altro. Si fa un cenno anche alla storia di un ristretto che partecipa al gruppo condotto dal team di professionisti volontari dell’A.I.P.C. presso la Casa Circondariale di Velletri, sezione “Uomini Maltrattanti”. La persona sta scontando la pena per l’omicidio di un genitore che sembrerebbe essersi trasformato, nel tempo, nel suo “persecutore interno”; il lavoro di elaborazione della sua “perdita” starebbe producendo uno stato di benessere nel ristretto.

Il movente della violenza, in generale, sembrerebbe avere delle radici molto profonde: le persone che da bambini hanno subito traumi relazionali strutturano una soglia molto bassa di sensibilità al pericolo e si sentono profondamente minacciate in situazioni per loro particolarmente pericolose come quelle di abbandono, tradimento e rifiuto.

Tali pericoli, reali o percepiti, sono una fonte “incontrollabile” di attivazioni che automaticamente porterebbero le persone a mettere in atto comportamenti impulsivi innescati dal proprio istinto di sopravvivenza.

Il dottor Lattanzi continua il discorso introducendo un fattore che potrebbe contribuire a comprendere in modo ancora più efficace i presunti autori di violenza: la memoria implicita. I traumi che si subiscono, non solo durante il primo arco di vita, si memorizzano nel corpo e si manifestano attraverso il corpo con particolari “attivazioni”.

Alla luce di queste informazioni, gli operatori della Polizia di Stato mostrano un po’ di scetticismo e ribadiscono di essere in difficoltà in quanto il loro approccio con gli autori di reato è veramente limitato e di tipo unicamente repressivo. Il dottor Lattanzi li invita a tentare, comunque, di esplorare l’aspetto relazionale e ambientale del presunto autore di violenza.

Dopo la pausa, i lavori sono ripresi con la visione del cortometraggio “Volevo solo volare”, realizzato dall’A.I.P.C. Editore e liberamente ispirato alla storia di un detenuto che avrebbe ucciso un familiare e che per il reato di omicidio sta scontando la pena presso una Casa Circondariale. Il corto è rappresentativo della traiettoria di vita di un adulto a partire dall’infanzia in un contesto familiare fortemente conflittuale, intriso di continue offese, carenze di attenzione e cure, in particolare da parte della madre; fattori che, insieme ad alcuni lutti, in questo caso potrebbero aver condotto l’adulto a un gesto estremo e apparentemente liberatorio: eliminare il suo “persecutore interno”.

Dopo la visione del corto, il dottor Lattanzi ha introdotto brevemente alcuni vissuti ricorrenti nei presunti autori di violenza, come quelli di rifiuto, abbandono e tradimento. Tali vissuti, definiti come “trigger”, (grilletti), possono produrre una disregolazione tale da indurre la persona ad agire le condotte violente.

Verso la fine del seminario i partecipanti hanno dato feedback individuali sui lavori della mattinata che hanno permesso loro di condividere le emozioni vissute. Questa esperienza, tanto forte quanto sconosciuta, li ha piacevolmente sorpresi anche per la modalità di conduzione: di solito non partecipano a seminari esperienziali ma di tipo frontale.

Il dottor Lattanzi ha ricordato loro che la forma di apprendimento più profonda è quella esperienziale; tutti i partecipanti hanno concordato, si sono dichiarati soddisfatti e hanno espresso la forte volontà a continuare questa esperienza di gruppo.

Al momento è in atto il progetto “La violenza di genere che non degenera” vincitore del bando finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari Opportunità. I finanziamenti permettono di offrire il protocollo A.I.P.C.© a tutte le persone colpite dalla violenza, in particolare i presunti autori di violenza e stalking. 

Non vi lasciamo soli con la violenza neanche a Natale e Capodanno https://www.offender.eu/news/Sportello-antiviolenza-e-stalking-Non-vi-lasciamo-soli-con-la-violenza-neanche-a-Natale-e-Capodanno.html

Centro profilassi relazioni disfunzionali e violente https://www.offender.eu/articoli/Delitti-Familiari-Centro-profilassi-relazioni-disfunzionali-e-violente.html

Primo Podcast dell'A.I.P.C.  https://www.offender.eu/news/Convegno-Ordine-Psicologi-del-Lazio-e-A.I.P.C.-Podcast-Workshop-Autori-di-Violenza.html