Psicologia e cinema. Il MOVENTE: il connubio perfetto tra finzione e realtà. (ultima parte)

Psicologia e cinema. Il MOVENTE: il connubio perfetto tra finzione e realtà. (ultima parte)

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Il MOVENTE: il connubio perfetto tra finzione e realtà. (ultima parte)

Una volta denunciato l'avvenuto omicidio, la polizia, infatti, sotto suggerimento della portinaia, comincia gli interrogatori con Álvaro il quale, pur avendo un alibi certo, viene incolpato dell'evento a causa delle impronte ritrovate, insieme a quelle del vecchio, sullo strumento utilizzato per indire la sua morte.

Smascherato il piano architettato dai vicini nei suoi confronti, Álvaro, tuttavia, non mostra resistenze e, giudicato colpevole, viene trasferito in carcere.

Giunti a questo punto, seppur con notevole luminescenza e crudeltà, ancora una volta, egli risulta totalmente avvolto da cinismo e animo manipolatore. Una volta divenuto detenuto, egli, infatti, non mostra segni di cedimento e continua la sua opera scritta cercando ulteriori spunti di snodo all'interno della stessa casa circondariale.

Dopo aver abilmente studiato e scelto le sue vittime, Álvaro, pianifica e pone in essere, infatti, un ulteriore piano diabolico.

Consapevole della reazione di rivolta che avrebbe suscitato, durante il momento di condivisione del pasto tra detenuti, egli consegna ad un suo "compagno" (fingendosi di esserne il portavoce) un disegno, precedentemente elaborato, raffigurante quest'ultimo ed un altro detenuto coinvolti in un fittizio rapporto omosessuale.

Compiaciuto del risultato ottenuto e rimasto solo e immobile nel godersi la scena di rivolta di massa scatenata, il film termina con l'ultima scena che ritrae Álvaro comodamente seduto nella sua cella, pronto a continuare la sua opera da romanziere.

Ed è a questo punto che riemerge la connessione con il mondo reale contemporaneo dove, spesso, l'apparenza risulta più importante della vera essenza, dove, spesso, il successo viene posto come valore più importante dell'animo umano e dove, spesso, le gesta e i comportamenti inficiosi della gente fanno sorgere spontanea la domanda: fin dove può spingersi l'animo umano pur di perseguire i propri scopi? Quanto può essere pericolosa e diabolica la psiche umana?

Ne costituisce esempio concreto lo stesso protagonista del film: un uomo diviso a metà, un uomo, da un lato, tormentato e frustrato dalla vita e dalle sue stesse incapacità, totalmente dipendente dal giudizio e geloso del talento altrui; dall'altro, un uomo dall'animo spietato e manipolatore che, incapace di accettare i propri limiti e di credere in se stesso, segue alla lettera i consigli di terzi e, pur di veder incoronato uno dei suoi sogni più grandi e soddisfare le proprie ambizioni, si mostra  disposto non solo a confondere la realtà con la finzione ma anche capace di manipolare abilmente e negativamente le vite altrui fino a  rovinare, consapevolmente, la stessa.

FILMOGRAFIA

Manuel Martin Cuenca. Il movente (El autor). Spagna, Messico: 2017.

Esercizio di rilasssamento per uno stato di iperattivazione sensomotoria https://www.offender.eu/articoli/Centro-Presunti-Autori-Esercizio-di-rilassamento-per-uno-stato-di-iperattivazione-sensomotoria.html

SAVE THE DATE: 25 giugno 2020 ore 16:00/18:00 WORKSHOP a distanza "La violenza: dall'eziologia al trattamento. La necessità di un protocollo scientifico." https://www.offender.eu/news/25-giugno-2020,-orario-16:00_18:00-Workshop-a-distanza-gratuito:-La-violenza:-dall'eziologia-al-trattamento.-La-necessit%C3%A0-di-un-protocollo-scientifico..html

Questo articolo rientra nelle attività del progetto “La violenza di genere che non degenera”, vincitore del bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità (2017), per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto della violenza verso le donne anche in attuazione della convenzione di Istanbul – Linea C) Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti.

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