La violenza: Tra scienza, conoscenza e coscienza

La violenza: Tra scienza, conoscenza e coscienza

Le perdite traumatiche: le matrici del “terzo” nelle relazioni interpersonali (seconda parte)

La violenza: Tra scienza, conoscenza e coscienza. Le perdite traumatiche: le matrici del “terzo” nelle relazioni interpersonali (seconda parte)

L’elemento fondante dei pensieri si correla con l’elaborazione cognitiva e il funzionamento della neocorteccia, mentre le emozioni hanno a che fare con l’elaborazione emozionale e il funzionamento del cervello limbico. Il movimento, la percezione dei cinque sensi e sensazioni corporee sono correlati con l’elaborazione sensomotoria e il funzionamento del cervello rettile.

La neocorteccia è situata nella parte superiore della testa e dietro la fronte. Il cervello emozionale o limbico si trova nella parte centrale del cervello e collega il cervello rettile con la neocorteccia. Interpreta il mondo attraverso le emozioni e si occupa delle nostre risposte emozionali alle relazioni e agli eventi intorno a noi.

Ad esempio l’amigdala, ci segnala di proteggerci o difenderci quando l’informazione in arrivo include stimoli di minaccia o di pericolo oltre a quelli correlati con la paura. Il cervello limbico è essenziale per le relazioni.

Il cervello rettile è circondato dal cervello limbico, e include le strutture fondamentali del tronco encefalico e del cervelletto. Collocato nella parte posteriore della testa interpreta il mondo attraverso gli istinti di sopravvivenza e controlla le funzioni automatiche del corpo. Con un interesse primario centrato sulla sopravvivenza fisica, questo cervello è anche responsabile dei riflessi e delle risposte istintive allo stress e ai traumi, dal riflesso di trasalimento alle risposte difensive.

Alla nascita vi sono poche connessioni tra neocorteccia e cervello sottocorticale, il cervello di un bambino è, infatti, molto vulnerabile alle condizioni ambientali e alle relazioni d’attaccamento che sono necessarie per formare le vie neurali che regolano l’attivazione fisiologica (arousal), gli impulsi e le emozioni.

I collegamenti tra cellule, usati più spesso e ripetutamente, verranno rafforzati. Il nostro cervello cresce in relazione alle situazioni e alle richieste dell’ambiente che ci circonda (neuroplasticità).

Sia i traumi che le relazioni precoci con le persone che ci hanno accuditi influenzano lo sviluppo e il funzionamento di ognuno dei tre cervelli. Quando siamo agitati o in pericolo, la nostra amigdala segnala “PERICOLO!”, il cervello rettile subentra al comando e agiamo sulla base dell’istinto di sopravvivenza.

Se lo stress o le minacce persistono o si ripetono, l’amigdala può diventare ipersensibile rispetto agli stimoli che ci ricordano e ci segnalerà ripetutamente che siamo in pericolo. Il cervello rettile ci “consiglia” anche di utilizzare la difesa che ha funzionato meglio in passato.

Fine seconda parte.

La prima parte è pubblicata su https://www.offender.eu/news/Le-perdite-traumatiche:-le-matrici-del-%E2%80%9Cterzo%E2%80%9D-nelle-relazioni-interpersonali-(prima-parte)-La-violenza:-tra-scienza,-conoscenza-e-coscienza.html

Le neuroscienze applicate al contrasto della violenza https://www.offender.eu/news/Centro-Presunti-Autori-Le-neuroscienze-applicate-al-contrasto-della-violenza.html

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Al momento è in atto il progetto “La violenza di genere che non degenera” vincitore del bando finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari Opportunità. I finanziamenti permettono di offrire il protocollo A.I.P.C.© a tutte le persone colpite dalla violenza, in particolare i presunti autori di violenza e stalking. 

Per appuntamenti ed informazioni

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