IN TUO NOME

IN TUO NOME

Progetto La violenza di genere che non degenera

IN TUO NOME

Storie di relazioni affettive disfunzionali

(PRIMA PARTE)

Ho un estremo bisogno di parlarle… Il dolore che mi pervade è estenuante, insopportabile non riesco più a vivere da quando lui mi ha lasciata! Se ne è andato dicendomi che non mi amava più. Non potevo crederci, mi è caduto il mondo addosso! Impensabile vivere la mia vita senza di lui…la sua assenza è intollerabile per me, vivo costantemente con il pensiero fisso di lui nella mia mente. La mia vita si è sgretolata in quello stesso istante…lui era tutto per me, mi faceva sentire unica, speciale, solo con lui riuscivo a provare emozioni forti e la mia vita aveva un senso, ora mi sento persa, svuotata, tutto ha perso significato e colore. Non ho più voglia di uscire, lavorare, farmi bella, lo facevo solo per lui; era lui il motore della mia esistenza. Avrei fatto qualsiasi cosa per lui, qualsiasi! E la farei tutt’ora se questo servisse a farlo tornare da me, sarei disposta anche a……. (sospira, guarda in basso e dopo qualche istante di silenzio continua il racconto) IN SUO NOME!”.

Il malessere che spesso si prova quando finisce una relazione d’amore può essere equiparato ad un vero e proprio lutto, specie se la chiusura è avvenuta in modo drastico e unilaterale.

 E’ presente la perdita di un affetto con il quale si condivideva la propria vita, emozioni forti e sentimenti importanti. La persona sperimenta il dolore della separazione, della perdita, viene a contatto con i vissuti dolorosi dell’abbandono e della solitudine turbando il benessere psicofisico.

Ogni esperienza caratterizzata da un distacco definitivo da una persona o da un qualcosa di importante è considerato un vero e proprio lutto, contraddistinto da cinque fasi:

1) NEGAZIONE: fase del “non”. La persona nega l’accaduto, è presente un rifiuto della realtà. Frasi del tipo “Non è vero”, “Non può essere”, “Non è possibile” contraddistinguono questa fase. Il meccanismo di difesa della negazione serve a tutelare la persona dal dolore eccessivo che l’evento comporta per dare il tempo necessario all’individuo di riorganizzarsi sul cambiamento di vita avvenuto.

2)RABBIA: in questa fase emergono emozioni forti di rabbia e paura in cui la persona si domanda “Perché proprio a me?”. La manifestazione della rabbia può andare dai due estremi in cui l’individuo la indirizza apertamente verso la persona che (nel caso trattato) ha causato il dolore oppure ci si può chiudere in sé stessi arrivando a ritirarsi completamente.

3)CONTRATTAZIONE o PATTEGGIAMENTO: Si prende atto della nuova condizione di vita a cui la perdita dolorosa ha portato rivalutando le proprie risorse e su quali eventuali nuovi progetti di vita investire.

4)DEPRESSIONE: È presente ancora di più la consapevolezza dell’irreversibilità della perdita. La persona si concentra maggiormente su ciò che non c’è più alimentando circoli viziosi di pensieri negativi e stati depressivi che possono diventare pervasivi e cronici.

5)ACCETTAZIONE: È l’ultima fase del processo di elaborazione del lutto. La persona accetta la perdita riuscendo a dare un senso a quanto accaduto ed accoglie la nuova condizione di vita. Possono comunque essere presenti vissuti tipici delle precedenti fasi (rabbia, depressione) tuttavia sono meno intensi e di durata inferiore. È presente una visione volta a nuovi progetti di vita e nuove aspettative.

L’equipe multidisciplinare di professionisti volontari dell’A.I.P.C. è specializzata nel trattamento delle relazioni disfunzionali in particolare nella delicata fase della separazione/distacco. Offre percorsi specifici sia in presenza che a distanza anche nel periodo estivo ai quali si può accedere dal 1° agosto fino al 1° settembre 2019 contattando il centro di ascolto e orientamento psicologico e legale per le vittime e autori di violenza e stalking via mail all’indirizzo info@offender.eu, al numero 3924401939 dalle 12:00 alle 16:00 nello stesso orario sarà attivo anche il servizio di ascolto e consulenza tramite la APP OFFENDER scaricabile gratuitamente nella versione Android da Google Play e nella versione IOS da APP Store.

 FINE PRIMA PARTE                               

Dott.ssa Pamela Cirilli, psicologa esperta in tecniche psicocorporee, danza movimento terapeuta.                     

Collabora con l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia.

Riproduzione riservata AIPC Editore 2019

Al momento è in atto il progetto “La violenza di genere che non degenera” vincitore del bando finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari Opportunità. I finanziamenti permettono di offrire il protocollo A.I.P.C.© a tutte le persone colpite dalla violenza, in particolare i presunti autori di violenza e stalking.