CAMBIAMENTO: la fondamentale integrazione mente-corpo (seconda parte)

CAMBIAMENTO: la fondamentale integrazione mente-corpo (seconda parte)

Progetto La violenza di genere che non degenera

CAMBIAMENTO: la fondamentale integrazione mente-corpo (seconda parte)

 

                                                                  Tutto ciò che aumenta o diminuisce, favorisce o limita il potere ’azione

                                                                 del corpo, aumenta o diminuisce, favorisce o limita il potere d’azione

                                                                della mente.   (Spinoza, Etica, 3°, 11)

                                                                                                                                           

Capita di passare alcuni periodi di totale stasi, quasi fossimo paralizzati nell’agire e nel generare il cambiamento desiderato. L’inattività o meglio il blocco nell’agire, può avere una notevole influenza sul nostro benessere psicofisico generando sensazioni, emozioni e pensieri disfunzionali più o meno importanti. Negli anni cinquanta, la ricercatrice Nina Bull, condusse una ricerca sulla relazione tra mente- corpo ed il ruolo che le emozioni giocano in questo delicato equilibrio. Nello specifico esaminò la risposta corporea ad alcune emozioni indotte attraverso una leggera trance ipnotica, tra cui la paura, la rabbia e la tristezza.

Analizzando la risposta della persona alla paura osservò molte similitudini con l’evitamento o con la fuga e che questa emozione era associata ad una forte tensione generalizzata in tutto il corpo che spesso degenerava in un totale congelamento (immobilizzazione)del soggetto sperimentale; durante lo studio infatti alcuni soggetti riferivano il desiderio di scappar via, tuttavia l’incapacità di muoversi bloccava il desiderio di fuga. Tale conflitto provocava la paralisi di tutto il corpo, facendo sperimentare alla persona uno stato di allarme.

Per quanto riguarda la rabbia, la Bull riscontrò una fondamentale scissione: il soggetto sperimentava sia un istinto primario ad attaccare, osservabile nella tensione alla schiena, nelle braccia, nei pugni e quindi di preparazione all’attacco, sia una componente inibitoria riscontrata nella tensione alla mascella, all’avambraccio e alle mani, riportata dai soggetti e dagli sperimentatori, come un modo per bloccare l’impulso primario a colpire.

Inoltre lo studio esaminava anche i marker corporei della tristezza e della depressione: i ricercatori osservarono un impulso spento, indebolito nel piangere, accompagnato da una postura cadente, non tonica ed eretta che comunicava arrendevolezza e inattività.

Al contrario, quando la Bull studiò gli schemi della gioia e del trionfo, osservò che queste emozioni positive a differenza della paura, della rabbia e della tristezza, non avevano una componente inibitoria  ma erano vissuti come azione pura riscontrabili anche attraverso l’atteggiamento posturale e corporeo tipico degli affetti positivi.

Secondo quanto dimostrato dalla Bull, l’inibizione prolungata di un’emozione, comporta una disregolazione emotiva-corporea che va ad influire sul benessere psicofisico dell’individuo. Paura, rabbia e tristezza quando vengono per lungo tempo inibiti attendendo un cambiamento che “prima o poi avverrà” senza esserne gli artefici diretti di tale decisione, possono crescere fino a raggiungere livelli esplosivi poiché come dice un detto popolare: “Ciò cui si resiste persiste!”

                                                  

Dott.ssa Pamela Cirilli psicologa e psicoterapeuta, danza-movimento-terapeuta, collabora con l’A.I.P.C.

BIBLIOGRAFIA:
Bull, N. (1951), “Attitude Theory of Emotion”, Nervous and Mental Disease Monographs, New York.

 

Cambiamento: la fondamentale integrazione mente-corpo (prima parte) https://www.offender.eu/articoli/Generale-Cambiamento:-la-fondamentale-integrazione-mente-corpo-(prima-parte).html

Centro Italiano trattamento delle relazioni violente sede di Roma e Pescara https://www.offender.eu/news/Sede-di-Roma-e-Pescara.-Centro-Italiano-trattamento-delle-relazioni-violente-.html

Il Centro è aperto a tutte le persone senza distinzione di genere che stanno vivendo una relazione disfunzionale e violenta. I professionisti volontari del Centro sono disponibili ad eventuali collaborazioni con liberi professionisti, enti pubblici e privati.

Per appuntamenti ed informazioni

Numero Nazionale 06442426573 (dal lunedì’ al venerdì’ orario 09:00_19:00). Numero Nazionale 39 392 440 1930 (festivi e fine settimana orario 12:00_16:00)

Sito: www.offender.eu   Mail: info@offender.eu

Al momento è in atto il progetto “La violenza di genere che non degenera” vincitore del bando finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari Opportunità. I finanziamenti permettono di offrire il protocollo A.I.P.C.© a tutte le persone colpite dalla violenza, in particolare i presunti autori di violenza e stalking.